
Norme OMM-WMO per sensori termo-igrometrici.
Parliamo ora di come posizionare all'interno della nostra stazione il sensore per la registrazione della temperatura (termometro) e il sensore per la registrazione dell'umidità relativa (igrometro). Per far ciò però è necessario introdurre la suddivisione delle stazioni meteorologiche in "urbane" ed "extraurbane". Suddivisione imposta dall'OMM nel 1998.
Stazioni extra-urbane.
niziamo subito con il
dire che per stazione "extraurbana" si intende quella stazione
meteorologica che rispetti alla lettera le norme imposte dalla OMM nelle
sue linee guida del 1983. Dunque suolo erboso, raggio di almeno 10
metri, libero da qualsiasi impedimento ai quattro venti. Altezza del
sensore termico (badate bene, non la base della capannina meteorologica)
compresa tra gli 1.3 e 2 metri dal suolo. Le stazioni che non possono
rispettare questi parametri vengono d'ora in poi considerate stazioni
urbane.
Entrambi i sensori devono venir posizionati
all'interno dell'apposita capannina meteorologica, o in alternativa
all'interno di opportuni schermi solari. Per conoscere le
caratteristiche che una capannina meteorologica deve possedere andate a
fine pagina. Stazioni urbane. Anche le stazioni urbane però devono
seguire alcune norme, più flessibili e di facile attuabilità, specie
in un contesto cittadino rispetto alle rispetto alle prime. Le principali sono: La distanza minima tra la
capannina meteorologica e una parete non deve essere inferiore al
metro. La regola che impone un altezza
massima di 2 metri del sensore nelle stazioni
"extraurbane", nelle stazioni "urbane" non viene
applicata, anche se secondo altri autori, esterni all'OMM (Santomauro
1968) l'altezza non dovrebbe in ogni caso superare i 10 Mt. Occorre costruire un piccolo
tappeto erboso al di sotto della capannina, o in alternativa
utilizzare pannelli di poliuretano espanso di almeno 1 cm. In ogni caso i sensori dovranno
essere posizionati all'interno di una capannina meteorologica o di
uno schermo solare. Non saranno omologabili dati provenienti da
stazioni con sensori termici posizionati in libera atmosfera. Dunque anche in questo caso si rende
necessario l'utilizzo di una capannina meteorologica che rispetti severe
norme di costruzione. Se volete conoscerle leggete il paragrafo
sottostante. La capannina meteorologica. Come avete potuto capire leggendo i
capitoli precedenti, il fulcro della rilevazione termo-igrometrica
(oltre che al sensore vero e proprio), ruota attorno alla capannina
meteorologica, strumento essenziale e da costruirsi secondo le più
rigide norme. Premettiamo che negli ultimi anni, con il progredire della
tecnologia e la maggior diffusione conseguente degli strumenti digitali
a quelli analogici, questa è stata sostituita dallo schermo solare. Questo di dimensioni più contenute,
altro non è che "l'evoluzione della capannina stessa. Ora però ci
limitiamo a descrivere le caratteristiche della classica capannina,
rinviando al prossimo capitolo la descrizione di questo nuovo strumento. Norme generali per l'omologazione di
una capannina meteorologica. La capannina meteorologica deve
essere obbligatoriamente costruita in legno o plastica.
Assolutamente da evitare, in quanto favorirebbero l'eccessivo
riscaldamento durante l'estate e l'eccessivo raffreddamento nelle
stagioni invernali, tutti i metalli, leghe comprese. (Es.
Alluminio). La capannina meteorologica deve
essere obbligatoriamente dipinta di bianco, sia nella sua parte
esterna che in quella interna. Questo per evitare possibili
alterazioni del valore termico, indotto dal diverso assorbimento
delle radiazioni solari da parte di altri colori.) La capannina meteorologica deve
essere obbligatoriamente provvista di ampie fenestrature a persiana,
su tutti i lati, tetto escluso. Questo per consentire la massima
circolazione dell'aria al suo interno, e al contempo evitare
l'irraggiamento diretto del sensore, causato da raggi solari che
sarebbero in grado di oltrepassare ad esempio una semplice rete a
maglie fini. Il tetto della capannina deve
essere obbligatoriamente costruito a spiovente, con la parte più
bassa rivolta in direzione opposta all'aperura, questo per evitare
che durante le manovre di lettura, pioggia o neve entrino a contatto
con il sensore. L'apertura della capannina
meteorologica deve essere rivolta obbligatoriamente verso nord.
Questo per evitare che raggi di sole colpiscano direttamente il
sensore durante le operazioni di lettura, alterandone così, anche
in maniera grossolana il valore reale. Nel caso di nevicate, il tetto
della capannina deve essere liberato da un eventuale accumulo una
volta che la precipitazione sia cessata. Questo per evitare
eventuali errori dovuti all'eccessivo raffreddamento causato dalla
spessa cortina nevosa. Esistono in commercio una miriade di
versioni di capannine, alcune delle quali molto costose. Se siete in
procinto di acquistarne una, o se semplicemente vi interessa sapere come
costruirsela da soli con pochi euro (circa 15-20€), leggete nella
sezione fai da te l'articolo riguardante la costruzione di una capannina
meteorologica omologabile. Lo schermo solare. Come già detto lo schermo
solare rappresenta l'evoluzione della oramai datata capannina
meteorologica, evoluzione imposta anche dalla riduzione graduale
dei sensori. Lo schermo comunque svolge le uguali funzioni della
capannina meteorologica, ovvero l'isolamento dei sensori dalle
radiazioni solari dirette. Come vedete dalla foto 1, lo schermo
solare altro non è che una serie di elementi cilindrici (solitamente in
plastica) sovrapposti. All'interno di questi, un intercapedine delle
opportune dimensioni alloggia il sensore termico, avendo cura che questo
non tocchi direttamente le pareti. Nonostante la recente introduzione, lo
schermo schermo solare presenta già le prime evoluzioni. Nei più
evoluti e costosi modelli (si arriva a spendere anche 200-300€) sono
state introdotte delle ventole sul fondo, che provvedono a favorire il
ricircolo di aria, contribuendo ulteriormente ad innalzare l'accuratezza
e la ripetibilità delle letture. Lo schermo solare però ben si presta
alla costruzione "casalinga". Con semplici attrezzi, e molta
passione si può costruire un buon schermo solare "base", ma
impiegando qualche euro in più, e lavorando un pò con fili, ventoline
e saldatore, si può arrivare a costruire anche uno schermo solare
ventilato, funzionante ad energia solare!!! Se volete sapere come,
visitate le pagine presenti nella sezione "fai da te"...